Le prime vittorie

Le corse

Dopo alcune vittorie nelle gare pionieristiche del biennio 1908-1909, Vincenzo Lancia abbandona le competizioni e vieta espressamente la partecipazione ufficiale delle sue vetture alle manifestazioni sportive.
La decisione può apparire paradossale, ma nasceva dalla precisa scelta di concentrare tutte le risorse dell'azienda nella progettazione e nella costruzione delle auto stradali.
Impossibile, però, tenere a freno la passione dei privati. Così, quando i clienti scoprono il temperamento della Lambda, sono in molti a iscriversi alle gare. Ritornano così le vittorie. Stessa sorte per l'Aprilia, che a cavallo della seconda guerra mondiale tiene a battesimo un'intera generazione di piloti.
Sempre e comunque senza alcun appoggio istituzionale della Casa Torinese.

Per il ritorno ufficiale di Lancia alle competizioni bisogna attendere il 1951 e l'iniziativa del giovane Gianni Lancia, grande appassionato di automobilismo sportivo.
Quattro Aurelia B21 private, ma con l'assistenza della Lancia, prendono parte al Giro di Sicilia ed è un trionfo: conquistano i primi quattro posti ai danni delle Alfa Romeo 1900, le sportive per eccellenza.

Alla Mille Miglia vengono iscritte quattro Aurelia Gran Turismo B20 praticamente di serie. Bracco arriva secondo, dietro alla Ferrari di Villoresi, che ha una cilindrata doppia.
La coppia Bracco-Lurani conquista la vittoria di classe alla 24 ore di Les Mans.

Nel '52, dopo la vittoria di Bonetto nella Targa Florio, viene finalmente inaugurata la Scuderia Lancia. Nasce un emblema simbolo: l'elefantino al galoppo, inizialmente blu.

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